Le mie moto

Piccola cronologia delle moto da me possedute.

La mia storia in moto inizia nel lontano 1972. Avevo tredici anni, non ancora l’età giusta per guidare “il motorino”. Dopo uno stillicidio continuo, la cameretta tappezzata di foto di motorini, il diario di scuola

Omer 50 cc. scrambler 1972
Omer 50 cc. scrambler 1972

che le pagine erano coperte di motorini, mio padre mi prende un Omer scrambler di 50 cc. Io lo usavo per andare a scuola portandoci dietro anche mia sorella. Scendevamo da Castel san Pietro a Palestrina,  5 chilometri circa con tutte le condizioni meteo. Mi ricordo una volta arrivammo a scuola entrambi con le ginocchia sbucciate, causa una caduta per il ghiaccio. La bidella preoccupata ci curò con garza e spirito, facendoci anche una fasciatura. Ma lo usavo soprattutto per scorrazzare per le strade sterrate e per fare motocross in un campetto vicino al cimitero. A quei tempi vigeva la regola della “modifica”. Carburatore del 19 a trombetta, marmitta a spillo, testata ribassata, ammortizzatori racing, ecc. ecc. Il motore tutte le sere lo aprivo per apportare delle modifiche. In un periodo, cambiavo un pistone a settimana andando a prenderlo a porta portese. Alla fine non cambiava nulla. Andava sempre a 60-70 all’ora. Io sempre con le mani sporche di grasso. In finale dell’originale non ne rimase nulla, era un’accozzaglia di parti prese qua e la, ma io ero contento. Tutte le sere leggevo la mia rivista preferita “ motociclismo” che tuttora acquisto, per leggere le novità, le prove su strada, la parte tecnica, le spiegazioni di come funzionava un motore e come erano costruite le moto e poi i viaggi con la moto.

A quei tempi viaggiare in moto era davvero da temerari. E quando leggevi il report di qualcuno che era andato in Sardegna con la moto rimanevi sbalordito. Un paio di volte sono andato a Roma, 40 km col motorino ed era un’avventura. A sedici anni presi la patente A per guidare la 125. Qui già iniziamo a parlare di “moto”. Con i soldi guadagnati a fare lavori estivi,  mi comprai una fantastica per l’epoca “Benelli 125 2c”. Siamo nel 1975. Era una moto da strada bicilindrica!! 125 bicilindrico. Incredibile.

Benelli 125 2c 1976
Benelli 125 2c 1976

Faceva i 120 kmh, era di colore verde . Una moto vera. Tutti i miei amici: fammi fare un giro, fammi fare un giro. Quando mi presentavo il pomeriggio al pincetto le ragazze facevano a gare per venire a fare un giro con me. Ce n’era una in particola che mi guardava ma non mi chiedeva mai un giro. Si chiamava Flavia. Con questa moto  riuscivo ad andare tranquillamente a Roma, spesso con un mio amico Roberto, ora purtroppo scomparso. Massimo annamo a compra le sigarette a via Ottaviano mi diceva. Partivamo da Castel san Pietro e giravamo per il centro di Roma, a quei tempi senza limitazioni alcuna. A via Ottaviano in prati acquistavamo le “ Gauloises”, quelle da lui preferite. Io andavo a Marlboro rosse. Che matti!!!!!! Mi ricordo con mia sorella una volta andammo al mare a Torvaianica a casa di mia zia. Al passaggio a livello di Pavona arrivo sparato mentre le sbarre si stavano abbassando gridando a mia sorella” abbassa la testa”!!!!!!!!!! Veramente ho sentito la sbarra sfiorarmi i capelli.

Quelli erano i tempi del senza casco. Anzi se te lo mettevi ti pigliavano per un fifone. Bei tempi. Nel 1979 faccio il militare, nel 1982 mi sposo con quella ragazza che mi guardava, Flavia, e penso che la moto sia solo una cosa da giovanotti. Nel 1983 passando fuori del negozio del mio amico “Pietro Libianchi” di Palestrina vedo in bella mostra una “SWM XN 350”. E’ amore a prima vista. Per acquistarla mi feci fare

La mia SWM XN 350 del 1983

degli assegni post-datati da un mio datore di lavoro con la garanzia di lavorare per lui fino a scontare il debito. Era una moto enduristica, ruote alte, ammortizzatori e forcella ad ampia escursione. Aveva un portapacchi posteriore dove io montai subito un bauletto da 32 litri, il più grande in commercio. Sostituì gli ammortizzatori posteriori originali, con altri della Marzocchi con camera di recupero a gas. Aveva i freni a tamburo davanti e dietro, e quindi una frenata lunghissima. Andai a porta portese e rimediai una pinza con pompa di una Suzuki, un tubo freni della Honda, un disco con tamburo di una moto che non ricordo. Dalla Swm mi spedirono lo stelo sinistro con l’attacco della pinza modificato.Un tornitore mi fece il perno mozzo artigianalmente. Avevo il freno a disco anteriore, e che freno. Con questa moto iniziarono i primi piccoli viaggi. Il primo in assoluto in Sardegna con il traghetto. Tre giorni. Per le strade della costa Smeralda sembravo il padrone del mondo. Ci feci qualche viaggetto sempre in Italia. Una volta con Flavia andammo ad un raduno a Castiglion del lago, sul lago Trasimeno con due amici.

Nel 1986 la cambiai  con una “HONDA XL 600 LM”, un’altra storia. Avviamento elettrico, motore più potente, serbatoio da nave del deserto. Con questa mi recai al motoraduno più importante in Europa a quei tempi. Il motoraduno dello Stelvio. Era il luglio del 1986. Partimmo con mio cugino lui su un’altra moto, il sabato mattina, e dopo oltre 700 km arrivammo a Sondalo. Montammo la tenda e cercammo di dormire nello spiazzo attrezzato. Eravamo 7300 motociclisti, venuti da tutta l’Europa. Montagne di lattine di birra che l’erba non si vedeva. Schiamazzi e rumori assordanti tutta la notte. Alla mattina smontammo il tutto e ci dirigemmo sul passo a quota 2757 metri. Scendemmo dal versante opposto e da Merano tramite autostrada tornammo a casa. In due giorni oltre 1500 km che ammazzata! Con due moto con le ruote tacchettate. Con Flavia facemmo una due giorni sulla costiera amalfitana, ma la sella era talmente scomoda e dura che lei non gradiva.

Honda xl 600 lm 1986
Honda xl 600 lm 1986
Sul passo dello Stelvio nel 1986.

Nel 1990 presi una “YAMAHA SUPERTENERE’ 750”.Grande moto. Ma via per il bambino piccolo, via per gli impegni di lavoro non ricordo viaggi significativi.

Yamaha xtz 750 Supertenere.
Yamaha xtz 750 Supertenere anno 1990.

Nel 2000 passai alla “YAMAHA TDM 850”. Moto a differenza delle precedenti, prettamente stradale. In quegli anni ero concentrato sul lavoro e il tempo di andare in moto era davvero poco. Anzi ad un certo punto volevo darla via e smettere con le moto. Stavo lavorando in un cantiere in via Prenestina a Roma e durante la pausa pranzo con un mio amico andammo a visitare lo show room della BMW. Era proprio davanti alla tavola calda dove mangiavamo un panino.

yamaha tdm 850 2000
yamaha tdm 850 dell’anno 2000

Estate 2007, entriamo, iniziamo il giro mi soffermo a ridosso del modello ”R 1200 R”. Modello stradale grigia. Il venditore si avvicina e mi dice che se voglio la posso provare. Io rispondo no no, stiamo solo guardando non dobbiamo comprare. Usciamo e…..nella mia testa l’idea di quella moto inizia a girare vorticosamente. Giorno dopo giorno, la settimana successiva, un sabato mattina mi reco in concessionaria con la mia Yamaha chiedendo di provare quel modello. Prontamente il conce, mi da le chiavi. Faccio un giro di 15-20 minuti e quando torno restituendo le chiavi gli dico “dove devo firmare “!!!! Grande moto , grande motore, a misura d’uomo. Solo che io la usavo in modo improprio. Abituato sempre a moto enduristiche percorrevo sterrati, strade di campagna, strade rurali.

Bmw r 1200 r 2007
Bmw r 1200 r anno 2007.

Dopo 10 mesi e 30.000 km percorsi torno dal conce e prendo la “BMW R 1200GS”.  Modello standard. Mi ricordo che nell’andare via il responsabile dell’officina mi disse di tornare tra un mese che a 1000 km andava fatto il primo tagliando. Era un venerdì sera e io il giorno dopo con degli amici partimmo per un giro in Toscana. Il lunedì mattina stavo in conce con all’attivo 1300 km. Il primo mese percorsi 8000 km. Ogni week-end si partiva. Una moto fantastica. In due anni ho percorso con essa 79.000 km.

Bmw r 1200 gs 2008
Bmw r 1200 gs anno 2008.

A ottobre 2010 altro salto, “ BMW R 1200 GS Adventur”, modello 30° anniversario. Il top che era in circolazione full optional. Tuttora la nostra compagna di viaggio. Ci ha portato in giro per tutta l’Europa. Ora che sto scrivendo venti  settembre 2017 il contachilometri segna 221.000. Vedremo il futuro cosa ci riserverà.

Bmw r 1200 gs Adventur
Bmw r 1200 gs Adventur anno 2010.

Sempre fissato col fuoristrada, quello serio, incomincia a girarmi per la testa il pallino di avere una moto specifica. Quella che ho sempre desiderato e sognato, fin da ragazzo il KTM.  Nel giugno 2014, prendo la decisione e vado. Isola d’Elba, la scuola di enduro di Fabio Fasola. Mi danno in prestito una fiammante KTM exc 450. Una moto racing. Per tre giorni ci hanno fatto percorrere sentieri e mulattiere dell’isola , insegnandoci i primi rudimenti dell’enduro. Un’esperienza fantastica. Al ritorno inizio la ricerca per trovarne una usata e ci riesco. Bellissima. Partecipo ad una gara amatoriale a Palestrina, poi varie Motocavalcate, e uscite con amici intorno alle nostre zone. Puro divertimento, non senza qualche caduta.Tuttora nel mio garage insieme alla GS.

 

 

KTM exc 450 del 2012.
KTM exc 450 dell’anno 2014.

 

Dopo tredici anni e oltre 350.000 km percorsi, compagna di tanti viaggi, nel luglio 2023 la nostra amata  GS Bialbero ci lascia.

DR88178 23.07.2023

DR88178 23.07.2023

 

Un guasto al motore, lascia intendere che è ora di acquistare una moto nuova. La scelta non è difficile. BMW R 1200 GS  LC Adventur Rally del 2018 usata con 30.000 km, come nuova. La prendo da un ragazzo di Ascoli Piceno , che aveva messo un annuncio on line. Era già da più di un anno che stavo dietro a questa moto. Con Flavia l’anno scorso siamo andati in Bmw e ci hanno lasciato per una giornata una 1250 adventur in prova. Quasi stavo per acquistarla, ma alla fine non  ci ha convinto. Nemmeno ci piaceva. Invece questa rally ci è piaciuta subito. Bella. Con questa nuova moto speriamo di fare moltissimi  viaggi nel prossimo futuro.

IMG_20230728_110350_351

IMG_20230728_110335_733

 

Bmw r 1200 gs LC Adventur Rally del 2018.

 

 

Elefantentreffen in moto, gennaio 2016.

 

Report del viaggio in Germania a Solla dal 28 al 31 gennaio 2016.

L’elefantentreffen, è un celebre raduno motociclistico  invernale che si tiene nella foresta di Thubmansbang-Solla, in Germania, ai confini con la Cecoslovacchia, dal 1956. La data è sempre a fine gennaio. E’ caratterizzato da temperature sempre al di sotto dello zero, presenza di neve, e la location è una vecchia cava in disuso nella foresta. Mediamente partecipano quattro- cinquemila motociclisti.

Ciao, andare all’Elefantentreffen era una cosa che mi incuriosiva da parecchio tempo.

La partenza per l'Elefantentreffen
La partenza per l’Elefantentreffen

Anno dopo anno si rimandava , l’anno scorso ci sono andato vicino, ma una nevicata il venerdì mentre mi trovavo a Canazei mi ha bloccato e sono dovuto tornare a casa.

Per quest’anno era deciso che ci dovevo andare, era tutto pronto, ma una settimana prima la triste notizia di una riunione di lavoro proprio il venerdì.

Accidenti ancora rimandare.

Rifornimento a TrentoPoi mercoledì pomeriggio mi arriva un messaggio, la riunione è rimandata a lunedì prossimo. Ma allora posso partire! La moto segna 159.000 km e avevo già acquistato tutto il materiale per il tagliando. Vado a casa cambio l’olio, il filtro dell’olio, il filtro dell’aria, l’olio del cambio, l’olio del cardano, le candele, la cinghia dell’alternatore.

Controllo le pastiglie dei freni ma per altri 3-4mila km. vanno bene. Aggancio le valigie , lego la tenda , sacco a pelo da alta montagna, …. pronti via.
Giovedì mattina alle sette sono già in viaggio; giornata bellissima!

Tappa colazione a Orte, tappa panino a Trento, alle 15:30 sono a Monaco. Percorsi 930 km.
A Trento trovo 12 gradi, a Monaco addirittura 16! Vedo dall’autostrada un albergo, esco e trovo la camera 49,00€. Ho pensato di fermarmi qui in modo che domani devo fare ancora 170 km arrivando di mattina posso fare le cose con calma.

Dopo la doccia alle sei ero già in strada per trovare un locale per cenare e dopo 100 mt. lo trovo. Stinco gigante con patate e dolce alla panna e cioccolato ovviamente annaffiati con boccale di birra.

La mattina successiva me la prendo con calma alle dieci arrivo a Solla. Sulla strada incontro decine di altri motociclisti. L’impatto non è dei più rosei. La fila delle moto parcheggiate fuori dalla buca arriva già a 700-800 metri. Vado oltre fino alla reception, parcheggio temporaneo per fare il biglietto. Trattasi di euro venticinque che ti danno diritto a: un posto tenda , l’ingresso della moto, l’ingresso per una persona, un adesivo, una medaglietta piccolissima, un opuscolo in tedesco.

Io me ne guardo bene di andare dentro la buca con la moto. Già all’ingresso si pattinava poi la buca è tutta in discesa. La lascio fuori e per fortuna trovo un posto a cinquanta metri. Scarico i bagagli e inizio a trovare un posto nel pianoro per non scendere giù, ma è tutto pieno.

Mentre giravo trovo un gruppo di italiani ai quali chiedo se potevo mettermi dietro la loro grande tenda. Subito mi sparano si va bene …. ma porta 5 birre. OK rispondo al volo, però mi prestate anche la pala per spalare la neve dove piazzare la tenda.

La tenda parzialmente montata.

Vado a comprare la paglia per un migliore isolamento e monto il tutto. Sistemata la tenda passo tutta la giornata a passeggiare sulla strada principale dove arrivano uno dopo l’altro altre moto e poi mi sono fatto diversi giri in tutta la buca per rendermi bene l’idea di cosa è l’Elefantentreffen.
La buca è fatta a gradoni con una strada sterrata che arriva fino in fondo. Poi ci sono diverse stradine laterali. Neve (poca quest’anno) e fango ….tanto fango.

La temperatura era circa 6 gradi. Tende, tantissime piccole , medie, grandi, tendoni ancora più
grandi. E le persone, in maggioranza gente di età piuttosto avanzata. Tutti attorno ad un fuoco acceso in molti casi con una pentola sopra che chissà cosa conteneva. E poi birra, tanta birra! Tutti intenti a chiacchierare.
Le moto accanto alla tenda parlavano da sole, piene di fango, attrezzate con le più disparate tecnologie per trasformarle in furgoncini da carico. Molti personaggi vestiti alla carnevalesca, più che un motoraduno sembrava un girone dantesco.

Guerrieri a pranzo.

Intanto mi chiedevo: ma che senso ha tutto ciò? Stare uno, due, tre giorni li dentro arrampicati
sulle sponde della buca .
Più giravo più il mio concetto di Elefantentreffen diventava negativo.
Mia personalissima opinione: sembrava un branco di sbandati. A occhio e croce potrebbero essere 3-4mila. Senza corrente, senza acqua, senza bagni. Anzi i bagni chimici c’erano sulla strada principale.

Uno per gli uomini e uno per le donne. Avete capito bene N. 2 bagni per 4000 persone!!!!!!!!
Prezzo un euro per entrare.
Vi lascio immaginare la mattina che sono andato via la fila dove arrivava.
Il resto usava il bosco attiguo.

La sera alle nove circa mi infilo dentro la mia tendina e cerco di dormire, ma le grida, gli schiamazzi, le moto rombanti che salivano e scendevano nella buca, il continuo avanti indietro di personaggi improbabili, hanno reso la notte abbastanza tragica.

La tenda pronta per l’uso.

Come inizia ad albeggiare spicchetto la tenda, rifaccio i bagagli, e via a casa.

La temperatura era  intorno a  zero gradi, e le strada insidiosa. Percorro cento km di strade statali, poi tutta autostrada fino a casa. Passato il Brennero la temperatura si attesta sui 12 gradi.

Cosa mi rimane di questi tre giorni. A me piace andare in moto e pur avendo percorso in tre giorni oltre 2000 km mi sento profondamente appagato.

Furgoncino porta legna!

Per quanto riguarda il raduno in se mi sembra una follia. Ma tutto è opinabile.

Motociclisti, strana meravigliosa gente!

 

Per vedere le foto clicca QUI.